Accesso - Dal centro del paese si trovano i cartelli che indicano l'area archeologica. Dopo aver percorso circa 600 m. dalle ultime case troviamo una biforcazione, dove si svolta a destra e si prosegue ancora per 200 m. L' area è delimitata da un basso muro e vi si accede tramite un grosso cancello scorrevole in ferro, che di solito è accostato.

Mosaico di S.Cromazio
Vista d'insieme del Mosaico policromo

Descrizione - Questo sito è giustamente noto soprattutto per la presenza del più grande e ben conservato mosaico policromo paleocristiano ritrovato in Sardegna, che infatti ha una superficie di circa 160 mq. Esso costituiva parte della pavimentazione di una grande chiesa costruita nel IV secolo d.C. su un precedente edificio termale del periodo romano imperiale; in età bizantina, intorno al VI secolo, il mosaico è stato restaurato con l'aggiunta del grande vaso per libagioni posizionato al centro, simile a quelli più piccoli sul lato sinistro. Al periodo bizantino risalgono anche le sepolture a cista adiacenti alla chiesa.

Mosaico di S.Cromazio
Mosaico: vasi per libagioni
Il villaggio sorto intorno alla chiesa, sulle rovine di precedenti edifici romani, è stato abbandonato nell'alto medioevo, epoca in cui fu anche demolita la chiesa, i cui materiali furono utilizzati per costruire intorno all'anno 1000, la chiesa romanica di San Platano nel vicino paese di Villaspeciosa.
Mosaico di S.Cromazio
Particolare del Mosaico

tre delle sepolture del periodo bizantino
Nel luglio del 2000 si sono svolti gli ultimi scavi in quest'area, nel punto dove era presente un piccolo centro abitato romano, sorto intorno a una grande villa rustica dotata di terme, i cui ruderi sono ancora visibili vicino al mosaico. Durante gli ultimi scavi inoltre è venuta alla luce, a circa un centinaio di metri dalle terme, una bellissima piazza pavimentata in pietra sulla quale si affacciano numerosi locali, e una decina di tombe romane complete di corredi.